
via Dufour 13 – 6900 Lugano CH
past Angelo Reginato – tel. 0332.1670470 – cell. 3338267059
Abbiamo avuto tempi migliori…
Si usa dire così un po’ per tutto. Noi, Chiesa battista di Lugano, proviamo questa sensazione, se guardiamo indietro alla vitalità degli anni dell’inizio, a quegli anni Cinquanta quando qualcuno di noi, tornando dall’emigrazione, porta con sé la novità di una parola evangelica fresca, più diretta e limpida.
La comunità nascente prende forma in un cantone svizzero quasi totalmente cattolico, dove viene vista e giudicata come una setta. La piccola presenza evangelica è per lo più limitata alla comunità di lingua tedesca, con la chiesa evangelica riformata già presente con una lunga tradizione.
Negli anni Cinquanta, la chiesa battista evangelizza e cresce e nel 1956 entriamo a far parte della Federazione svizzera delle chiese battiste (Bund). È un periodo di fervore e di progettualità, in cui si costituisce un “fondo costruzione“ per l’edificazione di un nostro luogo di culto. Al fondo danno un forte contributo anche le chiese sorelle svizzere e donatori dall’estero, per giungere nel 1962 alla realizzazione.
Non abbiamo costruito «la chiesa», abbiamo costruito la cappella Betel, in Via Dufour, nel bel mezzo della città di Lugano. Qui la chiesa ha continuato a lavorare e qui è iniziata una fase feconda, che vede nella cappella la compresenza di tre comunità. Oltre alla nostra, al tempo con il pastore Zielke, si alternano una comunità evangelica pentecostale e una di lingua tedesca, creando una efficace collaborazione e fraterna comunione che si è protratta nei decenni.
Abbiamo imparato a conoscere il lato proficuo delle diversità. Curiamo l’impegno ecumenico a vari livelli. Abbiamo a cuore il dialogo con l’intera presenza evangelica e con le chiese cristiane nel nostro territorio. Siamo coscienti di doverci rifare all’Evangelo, che ci chiede conversione e ci propone la disponibilità al cambiamento, al di là delle appartenenze.

Più recentemente, abbiamo aderito anche all’Unione delle chiese evangeliche battiste italiane (Ucebi). Ci sentiamo, infatti, parte della realtà battista svizzera, da cui però ci separano le distanze e la lingua, e parte del vicino mondo italiano, da cui provengono diversi di noi.
Da un anno a questa parte affrontiamo le difficoltà di vivere la comunità al tempo del covid. Abbiamo avuto mesi di stop alle riunioni in presenza, pesanti per tutti. Attualmente, solo il culto domenicale è ripreso in presenza, con limitazione del numero degli accessi, con mascherine e con un irreale silenzio delle voci: è proibito cantare. Inoltre, ai nostri membri che vivono in Italia non è consentito attraversare il confine, mentre altri sono tenuti in casa dalla cautela per la propria salute.
Ci chiediamo quale possa essere il significato di questa sorta di schiacciamento. Per come ci è possibile, ci siamo attivati. Non è mai mancata, in nessuna settimana, la presa di contatto tra di noi; è stato garantito il culto domenicale online, o un contatto per corrispondenza con chi non è in grado di usare strumenti digitali… Possiamo dire che ci curiamo della comunione reciproca con più intensità, ora che ci viene limitata, quindi in un certo senso oggi, nel covid, siamo più forti. Stiamo scoprendo che questo è il nostro tempo, il nostro tempo migliore.
