Un concerto ed una cena organizzati sabato 10 Maggio nella chiesa battista di via Pinamonte a favore della missione in Zimbabwe.
di Emanuele Crociani (chiesa battista di Milano via Pinamonte)
Un evento che potesse attirare l’attenzione di donatori generosi, per uno degli stati più poveri del pianeta. Un banchetto era una formula che l’anno scorso non aveva molto funzionato: era stato difficile convincere le persone a venire alla cena di beneficenza. Così quest’anno un membro di chiesa ha proposto se poteva suonare con la sua band, The Golden Hearts, nel tardo pomeriggio prima della cena. Abbiamo accettato, e la formula ha funzionato: al concerto (ad ingresso libero) la chiesa era piena, con membri di chiesa ma soprattutto con i loro amici e vicini di casa. La band suonava cover di Dire Straits e di Bob Dylan, perciò molti appassionati, tra cui alcuni musicisti, erano presenti.
Prima del concerto la pastora Antonella Scuderi, responsabile del progetto Zimbabwe, ha illustrato bene le terribili condizioni in cui versa il paese, tra i più poveri al mondo, con la piaga della siccità, della AIDS e della iperinflazione che rendono uno tra i paesi più ricchi di risorse minerarie quello con l’età media più bassa. Servono davvero cuori generosi, cioè persone dal cuore d’oro per aiutarli. E i The Golden Hearts sono musicisti che hanno questo cuore d’oro perché gratuitamente hanno sposato questa causa. Ma la sorpresa non è stata solo questa: la loro straordinaria bravura ci ha fatto divertire e commuovere. Divertire, travolgendoci con le cover rock dei Dire Straits. E commuovere, suonando le canzoni poetiche e spirituali del cantautore folk-rock Bob Dylan.
Alternare i brani così diversi di questi due autori è stata una scelta vincente. I bei vecchi ricordi si sono mescolati alla scoperta e riscoperta di questi grandi classici del rock. Una canzone, tra le più celebri dei Dire Straits, ha sintetizzato questa duplice atmosfera di rock’n’roll e di spiritualità: ovviamente è Brothers in Arms, il brano dalle sonorità surreali e dal testo poetico che denuncia l’assurdità della guerra. Grandi applausi hanno terminato il concerto. La pastora Antonella Scuderi ha affermato stupita: “Avevamo accolto con gioia la generosità dei musicisti di offrire un concerto per questa causa, ma non sapevamo che fossero così tanto bravi a suonare!”. I cuori del pubblico hanno risposto all’appello dei The Golden Hearts: così la cassetta delle offerte si è riempita ancora prima della cena. Dopo, al banchetto di beneficenza, i commensali erano addirittura più del previsto! C’era entusiasmo e aria di festa, ma si è voluto trovare spazio per parlare ancora della missione battista in Zimbabwe: l’elemosina non si deve fare con superficialità, ma con consapevolezza. Dal punto di vista culinario la cena è stata davvero all’altezza, una cosa straordinaria se si pensa che solo le persone volontarie della chiesa hanno preparato e servito ai tavoli. Un grande applauso a loro ha concluso l’evento. Grazie ai cuori d’oro più di 3700 euro sono stati raccolti.
