di Erasmo Nocco (chiesa battista di Varese)
A partire dal 1936, anno in cui questo rituale ebbe luogo per la prima volta, in occasione dei Giochi Olimpici la fiamma olimpica viene accesa a Olimpia e trasportata fino alla città che ospiterà l’evento. La Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, ha ricordato come la fiamma rappresenti un simbolo di unità in un mondo sempre più diviso: «I Giochi Olimpici servono a riunire le persone in una competizione pacifica, all’insegna dell’amicizia e del rispetto. Accendendo la fiamma olimpica per Milano Cortina, porteremo questa luce dal passato al presente e verso il futuro. Un futuro condiviso che tutti desideriamo vedere».
Mercoledì 14 gennaio 2026 sarà quindi una data destinata a entrare nella storia recente della città di Varese, che per prima in Lombardia accoglierà la Fiamma Olimpica, aprendo ufficialmente il percorso regionale verso i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026.
Accanto a personaggi sportivi noti al grande pubblico, come l’allenatore del Milan Massimiliano Allegri e Andrea Meneghin, campione di basket e figlio del celebre Dino, ci sarà un tedoforo speciale che forse più di tutti incarna i valori dello spirito olimpico, perché profondamente radicati nella fede cristiana: Roberto Blumer, membro della Chiesa battista di Varese da oltre quarant’anni.
Roberto percorrerà le strade della nostra “Città Giardino” in virtù del suo passato di presidente storico dell’HCMV Hockey Varese dal 1989 al 1995, per tutti i varesini “i Mastini”. In quegli anni la squadra si laureò campione d’Italia e fu l’unica formazione italiana a vincere una competizione internazionale, la Federation Cup, battendo i fortissimi russi ritenuti allora imbattibili. Ad anticiparlo nel percorso sarà il nipote Robin, nuotatore agonistico di livello nazionale, che porterà la fiaccola a Pallanza.

Siamo convinti che, al di là dei meriti sportivi, Roberto sia stato scelto per il suo modo di vivere lo sport e la vita stessa, un atteggiamento che ha sempre testimoniato all’interno della nostra comunità: la disponibilità all’ascolto, l’aiuto discreto, la ricerca nella preghiera della forza per trasmettere agli altri, attraverso le sue azioni, la potenza di Dio.
Nel corso della sua vita, Roberto ha comunicato con umiltà e determinazione l’insegnamento di Cristo. Cresciuto come giovane cattolico, da chierichetto ebbe modo di conoscere l’arcivescovo Montini, futuro papa Paolo VI. Frequentando la Scuola Europea di Varese conobbe la sua futura moglie Monique, protestante, che sposò a Lugano non avendo trovato in Italia un sacerdote disposto a celebrare un matrimonio misto. Questa esperienza lo portò ad avvicinarsi alla realtà della Chiesa battista di Varese, allora guidata dal pastore Masino, che abbracciò con convinzione, dedicandosi ad essa con costanza e impegno.
Nel corso degli anni ha ricoperto a lungo il ruolo di diacono nel consiglio di chiesa, è stato monitore della scuola domenicale e si è sempre reso disponibile a svolgere ciò che la comunità gli chiedeva in quel momento, senza mai cercare visibilità o riconoscimenti.

Per questo, il 14 gennaio, tutti noi vivremo con grande gioia l’emozione di vederlo portare la Fiamma Olimpica: simbolo di pace, dialogo e attenzione verso l’“altro”, valori che hanno sempre accompagnato le azioni quotidiane di Roberto Blumer nella comunità battista, nello sport varesino e nella società civile.

