Festa ACEBLOM 2024 “La giustizia scorra come un fiume perenne” Amos 5:24

di Emanuele Crociani (chiesa battista di Milano via Pinamonte)

Il 2 Giugno si è svolta la festa ACEBLOM (Associazione Chiese Evangeliche Battiste Lombardia) a Seveso, nel Centro pastorale ambrosiano di Seveso. La festa ACEBLOM l’anno scorso per motivi logistici si era celebrata in versione ridotta nella chiesa di Milano Pinamonte e perciò quest’anno sentivamo davvero la necessità di stare assieme. Varie le chiese battiste lombarde coinvolte (ma c’era anche la chiesa di Lugano), tra cui alcune chiese internazionali.

La giornata si è svolta in modo molto simile alla festa ACEBLOM di due anni fa: un iniziale momento di musica e riflessione sul testo guida della giornata Amos 5:24 “La giustizia scorra come un fiume perenne” a cura del pastore Ivano De Gasperis, poi un momento di lavoro in gruppi, seguito da una plenaria con una esperta del tema, il pranzo, un altro momento musicale, il culto con inglobata l’esposizione del lavoro dei gruppi e infine la foto di gruppo. I bambini avevano una animazione dedicata, così come coloro che hanno preferito rimanere all’aria aperta al ritmo delle danze popolari.

La tematica di quest’anno era la giustizia: un tema molto ampio e impegnativo, riletto alla luce dei libri dei profeti e dei vangeli. Ha accompagnato i momenti musicali una parte del gruppo lode di Casorate Primo e il coro della chiesa di Milano Pinamonte, ma sono saliti sul palco anche altri musicisti e cantanti soprattutto di chiese internazionali africane, rivelando una molteplicità di tradizioni canore e lingue. Il momento centrale della mattinata è stato dedicato all’ascolto della presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia, dottoressa Monica Cali che ha spinto le persone a riflettere sul senso della giustizia come riabilitazione del condannato, andando oltre il legalismo e l’idea vendicativa e punitiva della pena. Ci è sembrato che per “fare giustizia” ci possano essere molti modi, ciascuno espresso con termini differenti: pena, riabilitazione, punizione, riparazione, presa di consapevolezza, responsabilità sociale, percorso di risocializzazione.

Dopo pranzo c’è stata l’esposizione dei lavori dei gruppi, inframezzata da canti di preghiera e lode. Ogni gruppo ha espresso in modi molto diversi le proprie riflessioni: una riflessione, un canto, un disegno, una poesia, una preghiera… I molti linguaggi utilizzati nella musica e i molti linguaggi artistico-espositivi si sono fusi nel culto guidato dalla liturgia curata della pastora Lidia Maggi e con la predicazione del pastore Angelo Reginato sul testo di Giacomo 3: 1-10. Ed in effetti grazie alle molteplicità di linguaggi è stato davvero un culto composito e fuori dagli schemi, senza che una tradizione prevalesse su un altra. Era una Babele confusionaria? Solo all’apparenza, ma in realtà ci capivamo benissimo: le molte lingue dello Spirito Santo sono comprensibili a tutti e a ciascuno.

Infine, il momento della fotografia finale ha reso ancor più visibile la numerosità di tutti i partecipanti: era davvero impossibile inquadrare tutti! È andato tutto bene? Credo di sì, ma qualche piccola critica è utile riportarla. La vastità e complessità del tema, la giustizia, ha messo in difficoltà i gruppi, che avrebbero necessitato di più tempo.

Avremmo voluto anche più tempo per parlarci liberamente, fuori dal programma prestabilito. Ma queste due critiche sono sintomo di una cosa positiva: abbiamo ancora più il desiderio di parlarci e dialogare assieme.