Il saluto portato al Sinodo dal presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia

Alessandro Spanu (presidente dell’UCEBI)

Care sorelle e cari fratelli, il contesto nel quale viviamo, è stato scritto sia dalla Tavola valdese sia dalla Commissione d’esame, è quello della guerra incombente che polarizza i conflitti nelle nostre Chiese e non li rende più, com’è stato detto ieri, fisiologici alla democrazia, ma patologici. Nella relazione sororale tra la Chiesa valdese, Unione delle chiese metodiste e valdesi, e l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi), individuo quattro ambiti di impegno sui quali investire insieme:

Le persone giovani

1.1. impegno per il rilancio e il pensamento della Fgei che passa anche per l’investimento che abbiamo fatto sul progetto Ape e, l’anno scorso, sulla partecipazione al Gran Kiff organizzato dalla Conferenza delle Chiese protestanti dei Paesi Latini d’Europa (Cepple).

1.2. costruzione di un dialogo che favorisca il coinvolgimento delle persone giovani, figlie e figli di percorsi migratori.

1.3. favorire la collaborazione tra i Centri, penso – per il momento – al Centro evangelico di Rocca di Papa ed Ecumene, ma anche intercettare le persone giovani che partecipano al Campo Varietà dell’Ucebi.

Essere Chiese Insieme.

Accogliere, vivere e governare la pluralità che si esprime all’interno delle Chiese denominazionali quando diventano Chiese interculturali. Questo impegno passa attraverso un chiarimento dell’articolazione tra LINFA e la Scuola Asaf: non sarà facile.

La pluralità dei ministeri.

Al momento all’interno dell’Ucebi insieme alle pastore e ai pastori esistono tre ministeri: Ministero musicale, Ministero evangelistico, Ministero biblico itinerante. La prossima Assemblea generale sarà stimolata a discutere sulle équipe ministeriali, ovvero gruppi di servizio nei quali ci sono pastore e ministri. Potrebbe essere un tema della nostra prossima Assemblea-Sinodo?

L’identità transnazionale

Valorizzare l’identità transnazionale delle nostre Chiese per confrontare i nazionalismi e per capire le guerre in atto a partire dagli occhi, dai corpi e dalle intelligenze di chi subisce quelle guerre.

Care sorelle e cari fratelli, la relazione sororale tra le nostre Chiese non è necessaria: è più che necessaria. Ovvero, la relazione tra la Chiesa valdese e l’Ucebi è fondata sulla libertà che abbiamo ricevuto in Cristo Gesù e si estrinseca nella libertà alla quale Cristo ci chiama. Non è una relazione determinata dal bisogno, ma fondata sulla vocazione evangelica comune in forza della quale, a mio avviso, capiamo meglio le vocazioni specifiche e i compiti che le nostre Chiese hanno ricevuto e cercano di svolgere.

Dunque, questa nostra relazione ecumenica – a mio avviso del tutto particolare – va scelta in ogni Assemblea generale, spero in ogni Sinodo, alimentata ogni settimana nelle chiese locali affinché sia una relazione gioiosa e libera. Va scelta, perché la libertà che ci è stata donata vive in dialettica con la disciplina a curare la nostra relazione fraterna e sororale.

Concludo ringraziando la moderatora Alessandra Trotta per il confronto generoso, franco e affettuoso che abbiamo avuto in questi due anni.

Invoco la benedizione di Dio sul prossimo moderatore, al quale assicuro la mia vicinanza e il mio sostegno in preghiera e in presenza.