di Giulia Cacace (chiesa battista di Milano via Pinamonte)
“Ricordare per agire, agire per sperare: a 500 anni dalla nascita del movimento anabattista” il titolo del convegno a cura del Dipartimento di teologia dell’UCEBI e della Commissione storica per la formazione delle Chiese battiste del Piemonte, della Lombardia e del Nord-Est, in collaborazione con ACEBLOM,che si è tenuto domenica 9 marzo presso la Chiesa battista di via Pinamonte da Vimercate a Milano. Si sono svolti al mattino il culto con la predicazione del pastore Raffaele Volpe, e una lezione speciale per la Scuola Domenicale. Una decina di bambini e bambine, dai 3 ai 13 anni, guidati da Deborah D’Auria, hanno percorso la storia del movimento anabattista attraverso i secoli, riflettendo sui personaggi storici e sulle parole chiave alla base della nostra fede, che ritroveremo anche nel convegno pomeridiano: libertà, missione, discepolato. A conclusione della lezione è rimasto un bellissimo cartellone colorato, con il filo rosso della storia che lega ognuno ed ognuna di noi alle nostre radici.
A seguire un conviviale pranzo comunitario ha raccolto insieme i relatori e fratelli e sorelle provenienti da varie comunità del nord Italia.
Nell’incontro pomeridiano il professor Massimo Rubboli con “La ricerca storica sull’anabattismo” ha sottolineato l’intento dell’evento: COMMEMORARE e non celebrare il movimento anabattista, un intento di conoscenza delle radici e dei capisaldi di fede del battismo, perché dalla storia si possano trarre stimoli e contenuti per la nostra fede odierna.
Interessanti immagini a supporto del discorso ci hanno fatto incontrare le varie figure dei protagonisti storici legati al movimento, tra cui Thomas Müntzer e Ulrico Zwingli, Balthasar Hubmeier, Hans Hut, Ludwig Haetzer, Menno Simmons, ognuno dei quali ha portato con il proprio pensiero un tassello nel delineare e sviluppare i concetti-chiave dell’anabattismo, movimento nato intorno al 1525 nel Nord Europa da piccoli gruppi di persone che si ritrovano per leggere la Bibbia insieme e riflettere sulla Parola. Da questa lettura personale esce con forza il ruolo del battesimo dei credenti come scelta di risposta alla chiamata del Signore, propria di una fede matura. Questo concetto sconvolge la storia e porterà a conseguenze drammatiche di persecuzione e morte per i protagonisti, costretti a fuggire e dividersi in vari gruppi, non sempre in collegamento tra loro, dispersi tra Germania, Svizzera e Paesi Bassi e poi da lì in varie comunità presenti ancora oggi nel mondo (Mennoniti, Amish).
Il pastore Raffaele Volpe ha sottolineato nel proprio intervento “Per una teologia anabattista” come non abbiamo documentazione dei reali volti dei protagonisti del movimento, dato che tutti i leader anabattisti furono perseguitati e uccisi. La scintilla vitale del messaggio rimase in vita grazie alla sua essenza laica e comunitaria, a partire da quel 21 gennaio 1525 in cui in una modesta riunione domestica venne fatto il passo drammatico di leggere la Bibbia, cercare insieme la volontà del Signore e decidere per il battesimo dei credenti.
Il contributo dei punti chiave essenziali che da quei fratelli e sorelle arrivano a noi è la preziosa eredità da seguire ancora oggi: il forte e sempre vitale messaggio che deriva dalla lettura della BIBBIA, dalla ricerca comunitaria della volontà del Signore per il nostro tempo e dall’invocazione dello Spirito come guida. Il forte concetto di LIBERTÀ di coscienza e DIGNITÀ della persona. La necessità del DISCEPOLATO per seguire Gesù a seguito della trasformazione data dalla salvezza per Grazia. La forza della COMUNITÀ, nucleo dove nasce la riflessione biblica e il confronto con il mondo, e si coltiva la fratellanza quale antidoto all’individualismo distruttivo. L’essenza MISSIONARIA che nasce con il movimento stesso, costretto a diffondersi a causa delle persecuzioni.
Ecco la sfida che abbiamo ereditato, che ci chiama a reggere alto il testimone, a dare il nostro contributo, consapevoli che, senza voler cambiare il mondo, abbiamo nelle mani qualcosa di concreto da seguire, che si intreccia alla vita di ognuno di noi.
